La “Ciccina” di mamma Piera

…Quando Ric prese la patente, le multe non erano una novità, anzi fioccavano meravigliosamente. Tutte per piccole distrazioni: parcheggio vietato, invasione della corsia preferenziale e leggeri eccessi di velocità. D’altronde per Riccardo guidare per le vie della città, e non solo, era una vera passione! Ric era veramente instancabile e aveva effettivamente ragione quando, poco prima di patentarsi, diceva: “Non mi importa se la macchina sia bella o nuova, l’importante è che consumi poco!”. “Va bene! Pensa a studiare, cerca di prendere la licenza di guida e poi ne riparliamo…”.
Una volta patentato, nonostante proprietario della sua vettura, preferiva prendere la “Ciccina” di mamma (soprannome dato da Tommy all’utilitaria di Piera) oppure il vecchio Doblò del babbo, pur di non rovinare la sua Ford “Fiesta” e consumarne il carburante.
I suoi migliori amici son soliti raccontare di quante avventure fatte con la piccola C1 di Mamma o con la macchina di Tommy. Viaggi in collina e al mare sempre superando, e di gran lunga, la portata dei passeggeri prevista per legge: in Toscana andarono in sette con il “Doblò” e nel Salento in sei più tutti i bagagli con la piccola utilitaria.

…Fortunatamente, in quelle occasioni furono graziati dalla dea bendata e non furono soggetti a controlli dalle autorità stradali. Quelle sì che sarebbero state delle contravvenzioni molto salate!

0